lunedì 6 aprile 2015

My War

For those who are not privileged, life is simply a war, so that each day is just a new battle. Winning all the battles is impossible, but winning most of them may be necessary to win the war, even if there's always just one final battle: death.

If, near the last battle, you find your self surrounded by plenty of people who love you, probably, you'll be a winner!

So, in the early morning, when you open your eyes at first, never mind the moment of the war you are in... just keep calm and start fighting!

sabato 10 gennaio 2015

A sua immagine e somiglianza

Secondo la Bibbia, libro di riferimento di Ebraismo e Cristianesimo, Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza, ovvero procreò nel vero senso della parola,  dando alla luce esseri simili a lui e quindi seguendo quelle che oggi definiamo "leggi darwiniane". Creò quindi quelli che tecnicamente si possono definire "suoi figli". Diede all'uomo il dono di una mente e una volontà propria, che doveva poter esercitare grazie alla regola del libero arbitrio.
 
La libertà è difatti un aspetto cruciale dell'essere umano: come era libero Dio, così lo doveva essere l'uomo, appunto per somiglianza con Dio stesso. Servono tuttavia delle regole comuni di buon senso (no coercizioni) per evitare che la libertà degeneri in depravazione lesiva nei confronti del prossimo, ma questa è un'altra storia.
 
Ritornando a bomba, la libertà è un'aspetto fondamentale giacché era inutile che Dio ci facesse dono della coscienza per poi obbligarci a pensare e fare ciò che LUI ci comandava; sarebbe stata una contraddizione in termini, questo lo si fa con le bestie, al massimo (con buona pace degli animalisti). E così, fra l'altro, avremmo dovuto amarlo per NOSTRA scelta, cosa che Dio desidera con tutto il cuore. D'altra parte un bambino abbraccia il proprio padre perché gli vuole bene; non si è mai visto un papà che dice al suo bambino "hei tu, vieni qua e abbracciami", casomai ci sono padri che non saranno mai abbracciati dai propri figli perché non sanno farsi amare; una vera sconfitta che Dio teme, per ciascuno di noi, come tutti i padri della terra la temono per i rispettivi figli.
 
Ora, da tutto questo discorso segue banalmente che negare il diritto alla libertà di pensiero, espressione, culto (o non-culto), gusto politico, gusto sessuale o quant'altro ad una persona, significa negare la sua umanità e quindi, sostanzialmente, equipararla a una bestia. Questa considerazione dovrebbe destare una certa apprensione fra tutti i non-mussulmani della terra dal momento che l'etimologia di "Islam" deriva da "sottomissione" in lingua araba e nel Corano si ordina esplicitamente ai mussulmani di combattere gli "infedeli", equiparati quindi a bestie fin tanto che non si convertono all'Islam stesso o ad altra religione tollerata come il Cristianesimo.
 
Diciamo che, mentre i vangeli parlano di amore e umiltà voltando pagina rispetto alle antiche scritture concepite in tempi di violenza e lotte tribale, l'Islam lascia una porta, anzi una voragine, aperta sulla violenza e l'oppressione, sulla negazione della libertà individuale. Gli islamici devono fra l'altro fare visita almeno una volta a Medina per vedere la Pietra Nera, il ché potrebbe puzzare abbastanza di idolatria e business secolare per la città di Medina. Ma, in fondo, questi sono affari loro, e magari non è proprio così la faccenda.
 
Detto ciò, si può parlare di dialogo inter-religioso? Sì, ma questo non può prescindere da una netta presa di posizione dell'Islam ufficiale contro certe argomentazioni coraniche soggette ad una certa obsolescenza che, dopo umanesimo, rinascimento ed illuminismo, non hanno più ragione di esistere in questo mondo. Ne va del rispetto della dignità umana in quanto l'essere umano è, per definizione, libero e dotato di una propria coscienza; lo è per creazione divina, se proprio lo vogliamo mettere sul piano religioso, cari amici islamici di buona volontà.